🌳 Data Center a Cesate

La comunità si informa, partecipa, chiede garanzie.

Cesate (MI) · Documento civico · 11 giugno 2026

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⏳ Perché devi leggere questo documento ORA

Cos'è un data center in parole semplici: un edificio che ospita migliaia di computer (server) sempre accesi, che fanno funzionare internet, il cloud, l'intelligenza artificiale e tutti i servizi digitali che usiamo ogni giorno (email, social, video, home banking).

Un grande data center di questo tipo vuole insediarsi lungo la tangenzialina Cesate-Solaro, ai margini del Parco delle Groane, all'interno di un'area riconosciuta come corridoio ecologico prioritario tra il Parco delle Groane e il Parco del Lura.

Ma non è un caso isolato. Questo progetto fa parte di un fenomeno ben più ampio: in tutta la Lombardia e in diverse regioni italiane stanno nascendo decine di data center industriali, attratti da incentivi e dalla crescente domanda di servizi cloud e intelligenza artificiale. In provincia di Milano e nell’hinterland, decine di comuni sono già interessati da progetti analoghi (Segrate, Pregnana, Magenta, Lacchiarella, Zibido San Giacomo e molti altri). Si tratta di una trasformazione territoriale epocale, spesso decisa senza un adeguato confronto con le comunità locali.

Una volta firmato il contratto tra Comune e azienda, modificare le condizioni sarà quasi impossibile. Le prossime settimane – non i prossimi mesi – sono decisive. Ora hai ancora il potere di informarti, mobilitarti, chiedere, pretendere. Dopo la firma, sarà troppo tardi.

⚖️ 5 MAGGIO 2026 – LA SENTENZA CHE CAMBIA LE CARTE IN TAVOLA

Per quanto ci è dato sapere, il Consiglio di Stato ha definitivamente ripristinato il Piano di Governo del Territorio (PGT) di Cesate, annullando la precedente decisione del TAR. L'area del data center torna ad essere urbanisticamente conforme. Il progetto può procedere.

Ma la stabilità del PGT non significa che la comunità non abbia voce. Anzi: le prossime settimane sono decisive per pretendere garanzie, tutele e compensazioni.

Fonte: comunicazione ufficiale del Sindaco Roberto Vumbaca del 14 maggio 2026.

📰 AGGIORNAMENTO – GIUGNO 2026: NUOVE NORME E PRECEDENTI

Da febbraio a giugno 2026 sono emersi nuovi elementi che rafforzano la necessità di vigilanza della comunità:

Fonti: Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia, 5 giugno 2026 (LR 11/2026); stampa locale (Prima Milano Ovest, Il Giorno), giugno 2026.

📌 Cosa cambierà per Cesate (se non pretendiamo nulla)

⚡ La potenza non dichiarata (MW)

Il dato chiave che manca per valutare l'impatto reale del data center è la sua potenza elettrica (MW). Progetti simili in Lombardia per dimensioni paragonabili (CyrusOne a Segrate: 27-54 MW) lasciano presupporre una potenza installata di decine di MW. Perché il Comune e l’azienda non rendono pubblico questo numero fondamentale?

Conoscere la potenza permetterebbe di capire meglio i consumi idrici, l’impatto sulla rete elettrica e di attivare gli strumenti di partecipazione previsti dalla nuova legge regionale (conferenza consultiva per impianti >10 MW). Chiediamo che venga comunicato ufficialmente il dato della potenza elettrica prevista (MW).

50.000 m²superficie edificata
17 metrialtezza (come un palazzo di 6 piani)
200.000+ litri/giorno*acqua consumata stimata
48 generatorigruppi elettrogeni a gasolio

💧 Acqua

Consumo stimato in almeno ~200.000 litri/giorno (equivalente a 2.500 persone). Il dato reale dipende fortemente dalla potenza installata e dalla tecnologia di raffreddamento, e potrebbe essere molto più alto (centinaia di migliaia o milioni di litri/giorno). Non si sa ancora se verrà usata acqua potabile (fortemente disincentivata dalla LR 11/2026) o di falda. Chi paga l'adeguamento delle reti?

🔊 Rumore 24/7

Server e impianti di raffreddamento sempre accesi. 48 gruppi elettrogeni a gasolio per le emergenze, molto rumorosi e inquinanti. Centraline fisse? Non ancora previste.

🌡️ Calore disperso

Equivalente a quello di migliaia di appartamenti (dipende dalla potenza). Potrebbe alzare le temperature estive notturne.

🌳 Parco delle Groane

L'edificio sarà a ridosso dell'area protetta e all'interno di un'area individuata come "Corridoio primario a bassa o moderata antropizzazione" nella Rete Ecologica Regionale. Nessuno ha ancora spiegato come si proteggeranno animali e corridoi ecologici.

⚡ Bollette

+0,3% – +1,2% annuo per tutti. L'aumento potrebbe arrivare fino al 30% se lo Stato dovesse ridurre o togliere le compensazioni per i costi energetici delle famiglie e delle imprese. Senza adeguate tutele contrattuali, il rischio ricade interamente su di noi.

🏡 Paesaggio e case

Un "capannone" di 17 metri in una zona verde e agricola. Rischio svalutazione immobiliare per le case vicine.

* stima conservativa minima; il consumo reale potrebbe essere molto superiore a seconda della potenza e del sistema di raffreddamento.

🌍 Rischio geopolitico e sicurezza – Perché non è solo un problema ambientale

Un data center non è un capannone industriale come un altro. È un'infrastruttura critica per l'Europa e per i sistemi finanziari, militari, sanitari e di telecomunicazione. Questo lo espone a rischi specifici che la comunità deve conoscere e pretendere siano affrontati.

🎯 Obiettivo in scenari di tensione

Le agenzie di intelligence europee hanno più volte segnalato che i data center sono considerati potenziali bersagli in caso di conflitto ibrido, cyberattacco o sabotaggio. Dichiarazioni pubbliche di esperti hanno citato strutture europee come possibili obiettivi in scenari di tensione geopolitica.

Cosa chiedere: Piano di sicurezza integrato, coordinato con Prefettura e Forze dell'Ordine. L'azienda deve rendere noti (in forma riservata alle autorità) i protocolli di protezione perimetrale e cyber.

⚡ Effetto domino su rete elettrica

Un data center di queste dimensioni assorbe energia come una piccola città. In caso di attacco cyber o fisico al data center, si potrebbero generare instabilità sulla rete locale o blackout a catena. Il gestore della rete nazionale ha già segnalato criticità simili in altri siti.

Cosa chiedere: Sistema di isolamento di emergenza che protegga la rete domestica. Test annuali con Terna.

🔐 Dipendenza da un unico operatore

Se il data center viene compromesso (cyberattacco, incendio, sabotaggio), servizi essenziali per il territorio potrebbero saltare. Ma la comunità non ha alcuna garanzia di continuità operativa né diritto di accesso in emergenza.

Cosa chiedere: Convenzione che obblighi l'azienda a garantire risorse di calcolo di riserva per enti locali e scuole in caso di crisi.

⚠️ Implicazione diretta per i cittadini

In caso di tensione geopolitica o conflitto, un data center etichettato come "infrastruttura critica" potrebbe diventare un obiettivo militare o terroristico. La sua vicinanza a case, scuole e aree agricole non è neutrale. La comunità ha il diritto di sapere come l'azienda e lo Stato intendono proteggere il territorio da questi rischi.

Richiesta minima: Che il Comune convochi un tavolo con Prefettura, Forze dell'Ordine e azienda, e che ne riferisca pubblicamente (in forma non riservata).

🛡️ Cosa pretendere in termini di sicurezza geopolitica

  • Piano di sicurezza antintrusione e anti-sabotaggio certificato
  • Protocollo di coordinamento con Prefettura, Carabinieri, Polizia locale
  • Piano di emergenza per la popolazione in caso di incidente o attacco
  • Sistemi di ridondanza per evitare blackout sulla rete domestica
  • Divieto di installazione di apparati di telecomunicazione sensibili (es. antenne 5G proprietarie) senza autorizzazione comunale
  • Trasparenza su chi sono i clienti principali del data center (es. governi, eserciti, banche) – almeno in forma aggregata e non riservata

📌 Perché se ne parla ora: L'Europa sta rafforzando la protezione delle infrastrutture critiche. Ma la normativa non impone automaticamente tutele per le comunità locali. Spetta ai cittadini chiedere che questi rischi siano riconosciuti e affrontati prima, non dopo, la firma del contratto.

✋ Cosa i cittadini possono chiedere al Comune (prima della firma)

Queste condizioni sono tecnicamente possibili e già applicate in altri progetti. Il Comune può inserirle nel contratto urbanistico. Più cittadini le sosterranno, maggiori saranno le possibilità di vederle accolte.

💧 1. Reti idriche ed elettriche a spese dell'azienda

L'adeguamento di acquedotto, fognature, cabine elettriche deve essere pagato dall'azienda, non dai cittadini. Principio “chi consuma e modifica il territorio paga”.

🌳 2. Un vero bosco che nasconde l'edificio

Alberi ad alto fusto già cresciuti tutto intorno, per ridurre l'impatto visivo e acustico sin da subito. Manutenzione perpetua a carico dell'azienda.

📶 3. Fibra ottica per le zone escluse

Il data center consumerà grandi quantità di connettività. In cambio, l'azienda può finanziare la copertura in fibra delle aree di Cesate che ne sono ancora prive (case, scuole, associazioni).

👨‍🌾 4. Lavoro locale per la manutenzione del bosco

L'azienda potrebbe assumere residenti di Cesate (priorità a disoccupati) per la cura del verde di mitigazione, creando opportunità occupazionali.

🤝 5. Fondo annuale per associazioni e servizi

Un contributo ricorrente (es. 50.000-150.000€/anno) destinato a enti locali (cultura, sociale, ambiente, sport), gestito dal Comune con trasparenza.

💻 6. Accesso a servizi cloud e IA a costo agevolato

Una convenzione per offrire a residenti, scuole e piccole imprese di Cesate l'accesso a servizi cloud e IA a prezzi simbolici (es. 1€/anno).

🔍 7. Organismo di controllo indipendente

Una commissione tecnica terza (non legata all'azienda) verifica annualmente consumi, rumore, manutenzione. I costi del monitoraggio sono a carico dell'azienda, i risultati pubblici.

🛡️ 8. Impegno comunale per la tutela del Parco delle Groane

Il Comune può impegnarsi formalmente, attraverso il PGT, a una delimitazione chiara e inespandibile dell'area protetta, senza varianti che ne riducano i confini.

🔎 9. Trasparenza sui soggetti economici coinvolti

La trasformazione urbanistica produrrà benefici economici rilevanti. Per una corretta informazione, la comunità può chiedere la pubblicazione della catena societaria e dei beneficiari effettivi dell'operazione, nei limiti della normativa sulla privacy ma con il massimo della trasparenza possibile.

🏛️ 10. Conferenza consultiva (se la potenza >10 MW)

In base all'articolo 8 della LR 11/2026, per i data center con potenza superiore a 10 MW è obbligatoria una conferenza consultiva con i comuni limitrofi e la Città Metropolitana. Questo strumento garantisce trasparenza e coordinamento territoriale. Chiediamo che venga attivata immediatamente.

🔐 Garanzie e tutele – Perché le promesse non bastano

Non basta che l'azienda prometta. È necessario che sia vincolata, controllata e sanzionabile in caso di inadempienza. Ecco cosa si può richiedere.

🏦 Fideiussione bancaria (2-3 milioni di euro)

Prima dell'inizio dei lavori, l'azienda deposita una garanzia patrimoniale. Se non rispetta gli impegni (manutenzione bosco, adeguamento reti), il Comune può incamerarla e utilizzarla per i lavori.

⚖️ Diritto di recesso del Comune

In caso di violazioni gravi e ripetute (rumore, consumi idrici, mancata manutenzione), il Comune può revocare l'autorizzazione e obbligare alla rimozione dell'impianto a spese dell'azienda.

🚰 Tutela quantitativa e qualitativa dell'acqua

Divieto assoluto di usare acqua potabile per il raffreddamento (fermo restando che la LR 11/2026 prevede forti disincentivi e maggiorazioni). Monitoraggio continuo delle falde (livello e qualità). Se la falda subisce alterazioni, l'azienda è tenuta al ripristino.

🔇 Tutela acustica – Centraline fisse

Installazione di rilevatori di rumore nelle abitazioni più esposte. Limiti notturni più stringenti (-5 dB). Divieto di test dei generatori nelle ore notturne e nei giorni festivi.

🔄 Clausola di successione

In caso di vendita dell'impianto, il nuovo proprietario è automaticamente vincolato a tutti gli obblighi. Le tutele non decadono con il passaggio di proprietà.

📊 Report annuale e audit pubblico

Ogni anno l'azienda pubblica un rapporto certificato su consumi idrici, energetici, rumore, manutenzione e contributi versati, e partecipa a un'audizione pubblica in Consiglio Comunale.

💰 Quanti soldi? Stime a confronto

📊 Stime di settore (fonti pubbliche)

€15–20 MILIONIUTILI ANNUALI stimati per l'azienda(a regime, secondo benchmark di settore)
€6,5 MILIONIENTRATA UNA TANTUM per il Comune(comprensiva di opere pubbliche vincolate)
€0ENTRATA per lo Stato(anzi: possibili agevolazioni fiscali all'azienda)

⚠️ Entrata una tantum vs costi perpetui

I €6,5 milioni indicati come beneficio per il Comune sono un'entrata una tantum, pagata una sola volta all'inizio. Di questi, una parte rilevante è già vincolata a specifiche opere pubbliche (strade, verde, scuole). La quota libera per il bilancio comunale è molto più ridotta. L'azienda, una volta a regime, otterrebbe ogni anno utili netti stimati tra 15 e 20 milioni di euro. I costi di manutenzione delle nuove infrastrutture ricadrebbero sulla collettività per decenni, se non previsti a carico dell'operatore.

🏛️ Cosa chiedono (e ottengono) altri comuni?

L'entrata una tantum di 6,5 milioni di euro per Cesate non è né un caso isolato né una cifra anomala. Ecco alcuni esempi di quanto altre amministrazioni lombarde hanno negoziato per progetti analoghi (fonte: stampa locale e rapporti di settore):

Comune / ProgettoCompensazione (milioni di euro)Natura della compensazione
Segrate (CyrusOne) Oltre 6 Miglioramento infrastrutture urbane e acquisizione gratuita di 700.000 m² di Golfo Agricolo a parco pubblico
Magenta (ex Novaceta) 19 (di cui 13 in opere pubbliche) Rigenerazione urbana: allargamento stradale, 260 parcheggi per pendolari, campus sportivo
Pregnana Milanese Più di 2 Compensazioni ambientali nel Parco Locale del Basso Olona
Bertonico (ex Gulf) 5 in opere + 2 oneri secondari Riqualificazione stradale, impegno manodopera locale
Lacchiarella (Apto) 6 (ricadute economiche) Indotto su tessuto economico locale (alloggi, ristorazione, trasporti)

Nota: gli importi includono spesso opere pubbliche e oneri di urbanizzazione, non solo trasferimenti diretti di liquidità.

💰 Chi guadagna veramente? E dove vanno i soldi?

🔍 I veri investitori dietro i fondi

Dietro i grandi fondi che finanziano i data center non ci sono "milionari misteriosi", ma soggetti istituzionali ben noti. I soldi vengono principalmente da:

  • Fondi pensione (pubblici e privati) – es. NYSCRF (New York), Japan Post Bank, fondi pensione canadesi e australiani. Gestiscono i risparmi previdenziali di milioni di lavoratori.
  • Compagnie di assicurazione – usano i premi pagati dai clienti per investimenti a lungo termine.
  • Fondi sovrani (Sovereign Wealth Funds) – es. Mubadala, ADQ, MGX, G42 (Emirati Arabi Uniti). Stati esteri investono le loro ricchezze in infrastrutture strategiche.
  • Fondi di investimento globali – BlackRock, Vanguard, che raccolgono denaro da milioni di risparmiatori e istituzioni.

📈 Il percorso del denaro (dal cittadino al data center)

CITTADINI / LAVORATORI / RISPARMIATORI
↓ (versano contributi pensionistici, premi assicurativi, risparmi)
FONDI PENSIONE / ASSICURAZIONI / FONDI DI INVESTIMENTO
↓ (investono capitali in fondi di infrastrutture)
GESTORI DI FONDI (es. EQT Infrastructure, DigitalBridge, Asterion)
↓ (controllano le società che sviluppano i data center)
AZIENDE OPERATRICI (es. EdgeConneX, CyrusOne, Vantage, Stack)
↓ (costruiscono e gestiscono i data center in Lombardia)
PROGETTI LOCALI (Cesate, Segrate, Pregnana, Magenta, ecc.)

💸 Dove vanno gli utili? Cosa resta al territorio?

✅ Cosa resta a Cesate e in Lombardia
  • Entrata una tantum (es. €6,5 milioni per Cesate) in opere pubbliche vincolate
  • Pochi posti di lavoro diretti (data center automatizzati)
  • Impatto ambientale (acqua, rumore, consumo suolo, paesaggio)
  • Rischio geopolitico (infrastruttura critica bersagliabile)
❌ Cosa va fuori (a chi investe)
  • Utili annuali (decine di milioni all'anno) a fondi esteri (USA, Canada, Australia, Emirati)
  • Manutenzione perpetua delle infrastrutture (strade, verde) a carico del Comune
  • Nessun ritorno economico continuo per la comunità
  • Benefici fiscali eventualmente concessi dallo Stato italiano
📌 Sintesi finale
I soldi dei data center in Lombardia vengono da fondi pensione, assicurazioni e fondi sovrani esteri (soprattutto USA, Canada, Australia, Emirati Arabi). I cittadini italiani li finanziano indirettamente attraverso i propri contributi previdenziali e premi assicurativi. Gli utili annuali vanno a questi grandi investitori istituzionali globali, NON al territorio. Alla comunità locale restano solo un'entrata una tantum (opere pubbliche) e tutti i costi e gli impatti ambientali perpetui.

🎯 Compensazioni – Un ritorno concreto e continuo per la comunità

I profitti del data center sono destinati a soggetti esterni al territorio. La comunità può chiedere benefici diretti e ricorrenti.

Compensazione richiestaMotivazione
Contributo annuo al bilancio comunale
(es. 0,5-1% del fatturato locale, minimo 100.000€/anno)
Per servizi: manutenzione strade, asili nido, trasporto pubblico, efficientamento energetico. Non una tantum, ma ogni anno.
Manutenzione stradale e urbanistica perpetua Le nuove opere pubbliche (strade, rotatorie, aree verdi) richiedono manutenzione continua. Un fondo perpetuo o un contributo annuo a carico dell'azienda evita che i costi ricadano sui cittadini.
Fondo bollette per famiglie fragili Il data center farà aumentare i costi energetici per tutti. Almeno le famiglie in difficoltà meritano una protezione.
Fondo annuale per associazioni locali del Terzo Settore
(cultura, sociale, ambiente, sport)
Un contributo annuo certo (es. 30.000-80.000€/anno) destinato alle realtà associative locali, gestito con bando trasparente dal Comune.
Tirocini formativi per giovani residenti Almeno 5-6 tirocini annuali retribuiti (neodiplomati, neolaureati) nei settori IT, manutenzione, energia.
Wi-Fi pubblico gratuito in tutte le aree pubbliche di Cesate Piazze, parchi, biblioteca, scuole. Installato e mantenuto dall'azienda.
Sponsorizzazione di eventi culturali e sportivi Un contributo certo ogni anno per le manifestazioni cittadine (festa patronale, rassegne, tornei).
Collegamento ciclo-pedonale al Parco delle Groane Una pista ciclabile protetta, finanziata dall'azienda, che colleghi l'area dell'impianto al Parco e al centro di Cesate.

❓ Domande aperte – Cosa l'Amministrazione non ha ancora chiarito

🗣️ Perché non è stato aperto un dibattito pubblico?

Un'infrastruttura dell'impatto di questo data center – su ambiente, paesaggio, salute, bollette – avrebbe meritato un confronto pubblico ampio e trasparente, prima che l'iter burocratico entrasse nel vivo. Invece, l'Amministrazione ha proceduto senza assemblee preventive, senza coinvolgere la comunità nella valutazione delle alternative (aree dismesse? altre localizzazioni?) e senza mettere a disposizione studi di impatto chiari e accessibili.

Un precedente chiaro: A Certosa (PV), l'opposizione ha chiesto formalmente un Consiglio comunale aperto, sottolineando il "rilevante impatto territoriale, ambientale e paesaggistico dell'intervento". I cittadini si sono costituiti in un comitato spontaneo, hanno avviato una raccolta firme che ha superato le 500 adesioni, e hanno organizzato assemblee pubbliche per informare la cittadinanza. Qui a Cesate, invece, il dibattito è rimasto confinato tra le mura istituzionali.

Chiediamo quindi al Sindaco e alla Giunta: perché a Cesate non è stato possibile attivare per tempo un vero dibattito aperto a tutta la cittadinanza? La democrazia partecipativa non è un optional, ma un diritto dei cittadini e un dovere di chi amministra.

📌 Altre domande senza risposta

  • Potenza (MW): Qual è la potenza elettrica prevista per il data center? Questo dato è essenziale per valutare consumi idrici, impatto sulla rete e applicazione della LR 11/2026.
  • Acqua: Da dove verrà prelevata? La legge regionale disincentiva fortemente l'uso di acqua potabile (maggiorazioni oneri). Quale sistema di raffreddamento sarà adottato e chi pagherà l'adeguamento delle reti?
  • Rumore: Sono previste centraline fisse nelle case più esposte? Chi controllerà il rispetto dei limiti notturni? I 48 gruppi elettrogeni a gasolio sono molto rumorosi: come si garantisce il rispetto dei limiti?
  • Contratto urbanistico: Perché la bozza della convenzione non viene pubblicata prima della firma? I cittadini hanno diritto di conoscerne i contenuti.
  • Vincoli futuri: Cosa succede se l'azienda vende l'impianto? Le tutele ambientali devono rimanere in capo a qualsiasi acquirente.
  • Trasparenza societaria: Chi sono i fondi di investimento che beneficeranno degli utili? Chi possiede i terreni?
  • Conferenza consultiva: Il progetto supera la soglia di 10 MW? Se sì, è già stata attivata la conferenza consultiva con i comuni limitrofi e la Città Metropolitana come previsto dalla LR 11/2026?

✅ Cosa puoi fare ORA – Strumenti semplici e legali

🎭 Una premessa onesta

Finora, le iniziative di opposizione e sensibilizzazione sul progetto – pur animate da buona volontà – non hanno prodotto gli effetti sperati in termini di modifiche sostanziali o di mobilitazione diffusa. Questo documento non intende sostituirsi a nessuno, ma contribuire a un'informazione più capillare e a una partecipazione più efficace. L'unica via per incidere realmente è l'informazione diffusa, la partecipazione concreta e la pressione coordinata. Ecco come.

📢 Non serve essere avvocati o tecnici. Basta informarsi, chiedere, partecipare. La trasparenza è un diritto, non un favore.

🌍 Un appello – A chi ha competenze, a chi vuole capire, alle istituzioni

Se hai competenze tecniche (ingegnere, architetto, giurista, agronomo, esperto energetico, giornalista, politico, ambientalista): mettile a disposizione della comunità. Analizza i documenti, verifica le stime, proponi tutele più efficaci. I giornalisti possono indagare e informare. I politici (di maggioranza e opposizione) possono portare queste richieste in Consiglio. Gli ambientalisti possono organizzare la pressione e portare il caso a livello regionale e nazionale.

Se sei un'amministrazione pubblica o un ente di tutela (Regione Lombardia, Provincia, Città Metropolitana, Ministero dell'Ambiente): la Legge Regionale 11/2026 vi attribuisce compiti di monitoraggio e indirizzo. Chiediamo di verificare se il progetto di Cesate rispetta i principi di priorità alle aree dismesse, riduzione del consumo di suolo e salvaguardia dei corridoi ecologici. Chiediamo un parere formale sulla compatibilità del progetto con la Rete Ecologica Regionale e con il progetto di connessione Groane-Lura finanziato con fondi pubblici.

🌳 Appello diretto al Parco delle Groane e della Brughiera Briantea (ente gestore del parco regionale, con sede in Via della Polveriera, 2 - 20033 Solaro MI, tel. 02/9698141, PEC: protocolloparcogroane@promopec.it, sito: www.parcogroane.it): il progetto insiste a ridosso dell'area protetta, all'interno di un corridoio ecologico che voi stessi avete contribuito a finanziare e progettare. Chiediamo un intervento pubblico: un parere vincolante, una richiesta di valutazione di incidenza ambientale, e la convocazione di un tavolo tecnico con il Comune e i cittadini. Il Parco non può restare in silenzio.

Se non hai competenze tecniche (ma hai voglia di capire): leggi, verifica, partecipa, condividi. L'informazione è un bene comune. Un cittadino informato è già un atto civico.

Non serve essere esperti per pretendere trasparenza. Basta esserci.

Noi siamo arrivati fino qui. E tu che fai?

Cesate non è solo il luogo dove passa un data center. È il luogo dove viviamo, noi e i nostri figli. Il territorio non è una riga di bilancio.

Ogni condivisione aumenta la pressione per ottenere trasparenza. 🌱